Trentino
     

La calce di Tassullo per un’edilizia sostenibile

L'utilizzo della calce in edilizia come legante ha una storia che ripercorre tutte le epoche fino ai greci e fenici. Il termine calce porta con sé numerosi significati e accezioni ed è entrato con forza nell'immaginario collettivo. Solo recentemente la normativa tecnica ha stabilito una nomenclatura condivisa a livello europeo per i diversi prodotti che possono esseri ricavati dalla “calce”.
È bene fissare alcuni concetti, che possono essere ritrovati in letteratura ma sono di pratica utilità per l’utilizzo quotidiano dei prodotti a base di leganti. 
I leganti, intesi come la componente che produce il collegamento solidale fra le diverse parti di una malta, che nel caso di Tassullo sono sabbie e ghiaie ricavate da cave sotterrane di dolomia, possono essere di diversa natura e provenienza.


I leganti conosciuti fin dall’antichità sono il gesso e la calce aerea, ovvero leganti che fanno presa quando si trovano a contatto con l’aria. Questi leganti, ricavati rispettivamente dalla cottura di pietre di gesso e calcare bianco, sono molto duttili e plastici. Gli antichi poterono accedere a questi prodotti grazie a temperature di cottura raggiungibili solo riscaldando fascine di legna. La lavorabilità di questi leganti li ha resi utilissimi nei rivestimenti, anche colorati con le terre, degli edifici e dei templi. Tuttavia, il legame aereo sviluppato non esercita grandi resistenze meccaniche, pertanto non potevano queste miscele essere impiegate come malte per le costruzioni, ma solo per scopi estetici. Inoltre, e lo dimostrano i pressoché assenti reperti storici di questi materiali, non hanno superato la prova del tempo: i leganti aerei sono soggetti a dilavamento e reagiscono con l’ambiente esterno. 

"Si chiama calce aerea quella che compone una malta che indurisce solo in aria. Calce idraulica quella utile a realizzare una malta che indurisce anche nell’acqua e cemento un particolare prodotto derivato dalla calce con elevatissime proprietà idrauliche"


 
Fu solo grazie alla scoperta, forse casuale, dei romani che si ottennero i primi cementi. A quel tempo e per molti secoli a venire, per cemento, che è un termine di origine latina, si intendeva un legante che era in grado di fare presa con l’acqua e non in aria. Questo legame, che risulta molto forte e stabile nel tempo, ha consentito ai romani grandi sviluppi tecnologici e ci ha consegnato opere architettoniche di pregio ben conservate fino ai giorni nostri. I romani scoprirono che esistevano materiali, come le rocce vulcaniche di Pozzuoli oppure i frammenti di coccio e mattoni di argilla cotta, che se mischiati alla calce aerea le conferivano importanti caratteristiche di resistenza, ovvero rendevano la calce idraulica. La calce idraulica romana è un prodotto di miscela che unito all’acqua e mescolato con inerti di varia granulometria realizzava il cosiddetto calcestruzzo. 

CALCE AREA + POZZOLANA = CALCE IDRAULICA (ARTIFICIALE) 
 
Le calci si classificano in funzione delle loro proprietà idrauliche e in particolare secondo il cosiddetto indice di idraulicità, ovvero il rapporto fra l’argilla e il calcare contenuto nella miscela che generato il prodotto.

Le particolarità della calce di Tassullo

La calce romana era un prodotto di miscela fra un legante aereo, la calce aerea (o idrata), e materiali idrualicizzanti, in grado di sviluppare grandi resistenze meccaniche e una notevole resistenza al dilavamento e all’ambiente esterno. Non tutti le calci romani sono arrivate ai nostri giorni, in quanto la variabilità delle materie prime e la differente perizia degli operatori non ha sempre avuto il successo eclatante del calcestruzzo che costituisce la cupola del Pantheon a Roma. 
I romani hanno sempre inteso che tanto più bianco fosse il calcare tanto migliore sarebbe stata la calce. Questo bias  che ci ha tramandato l’architetto Vitruvio fu superato solo nel corso le XIX secolo. Si apprese che se invece di riscaldare pietre di calcare bianco si fossero riscaldate pietre di calcari impuri (le cosiddette marne) si sarebbe ottenuto una calce già idraulica che non necessitava di miscele postume di prodotti idraulicizzanti. Questo tipo di calce la norma tecnica contemporanea la definisce calce idraulica naturale. 
La marna o calcare argilloso è una pietra che contiene già al suo interno parti in calcare e parti in argilla, che una volta cotti sviluppano legami forti e duraturi nel tempo.
La qualità della calce idraulica naturale dipende dalla qualità della materia prima di origine.
 

Tassullo possiede la materia prima perfetta per ottenere la migliore calce idraulica naturale sul mercato: la Scaglia Rossa trentina, una marna geologicamente unica come le Dolomiti. 
 
La calce idraulica naturale Tassullo, nome della località dove sorse la prima cava di questo materiale nel 1909, presenta un perfetto bilanciamento fra calcari e argille potendo sviluppare altissime resistenze in un prodotto che è la calce romana perfetta.

Leganti idraulici e tecnologia

La profonda conoscenza della calce idraulica naturale, un prodotto tanto antico quanto moderno e tecnologico, è all'origine della tecnica e dei materiali Tassullo. Grazie alla centenaria esperienza nella selezione delle materie prime, alla loro lavorazione e trasformazione in prodotti destinati al mondo dell’edilizia, oggi Tassullo è leader del mercato con prodotti all’avanguardia nella tecnica. Il laboratorio di ricerca e sviluppo è un punto di riferimento internazionale nello studio di questo legante unico e particolare, che ha segnato la storia della tecnologia moderna e collegato le tecniche costruttive che hanno reso grande l’impero romano con i moderni processi di produzione. Tassullo offre una vasta gamma di applicazione dei sui leganti che unisce con le migliori materie prime presenti sul mercato, nell'ottica di realizzare prodotti all’avanguardia della tecnica per soddisfare le esigenze del cantiere e del progetto.



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