Trentino
     

Le miniere e la dolomite

La dolomite è la materia prima più presente nei prodotti Tassullo perché costituisce la massa di inerte tenuto insieme dal legante (generalmente la calce , il cemento o una miscela dei due). Nessuno ne parla, ma l’inerte costituisce in media il 70% di una malta, di un intonaco e di un qualsiasi materiale da costruzione. La qualità dell’inerte è dunque fondamentale per determinare la qualità del prodotto. Vediamo due esempi:

  • l’inerte più utilizzato in edilizia è la sabbia di fiume, che in quanto materiale di superficie è però inevitabilmente pieno di impurità e ha caratteristiche fisiche poco performanti, come ad esempio la conducibilità termica e la scarsa traspirabilità, che determinano scarse performance anche del materiale da costruzione
  • la dolomia è in assoluto l’inerte più nobile e performante, perché termicamente isolante e dotato di una resistenza meccanica superiore del 30% rispetto alla calcite e agli inerti silicei.

Le miniere: da dove si estrae la dolomite

Tassullo estrae direttamente il proprio inerte, una roccia di dolomia particolarmente solida, perché non attraversata dall’acqua e sepolta a centinaia di metri di profondità. La dolomia è la roccia di cui cui sono fatte le dolomiti ed è principalmente composta dal minerale chiamato dolomite, dalla grande resistenza meccanica, altamente traspirante e termicamente isolante.
Nessuno in Italia può vantare materie prime di una qualità paragonabile alle nostre, per questo possiamo affermare senza timore che i prodotti Tassullo sono i migliori presenti sul mercato.
L’estrazione della dolomia e delle altre materie prime avviene ad opera del Gruppo Miniera San Romedio , di cui Tassullo fa parte insieme ad altri due marchi, HD System , specializzato nella produzione di materiali da restauro ed edilizia di pregio, e Puro , specializzato nell’edilizia naturale e nel comfort abitativo.

L’inerte per i materiali di tutti e tre i marchi viene infatti ricavata da uno scavo ipogeo (sottostante alle antiche miniere di ittiolo), che consiste in 15km di gallerie sotterranee e che raggiunge una profondità massima di 300 metri. In questo luogo Tassullo utilizza la dinamite per scavare nella roccia, dopodiché procede con l’estrazione del materiale roccioso.
La particolare conformazione geologica del sito fa in modo che la dolomia perfettamente asciutta, caratteristica fondamentale per un materiale da costruzione. Questo è possibile grazie ad uno spesso strato argilloso che rende impermeabili gli strati rocciosi sottostanti impedendo all’acqua piovana di infiltrarsi in profondità. Per lo stesso motivo, all’interno delle gallerie si crea un microclima naturale con valori in termini di temperatura e umidità costanti, come se la roccia fungesse da termoregolatore dell’ambiente.

Il progetto Melinda

Sono state queste caratteristiche che hanno portato Tassullo ad avere un’intuizione importante domandandosi: è possibile riutilizzare i vuoti creati durante lo scavo?
La risposta è arrivata nel 2012 quando un’altra importante realtà trentina, Melinda, ha sposato l’idea di realizzare degli spazi di conservazione delle mele all’interno delle gallerie, ovvero le “celle ipogee”. Questo progetto ha destato clamore a livello nazionale ed internazionale, rappresentando uno degli esempi più concreti di economia circolare e di sostenibilità in ambito industriale.

Tassullo oggi continua ad estrarre la sua pregiata materia prima, scavando progressivamente nuove gallerie, ma nel frattempo i vuoti lasciati da tale attività ospitano uno dei più grandi magazzini di Melinda ed in futuro potrebbero essere utilizzati da altre aziende per il medesimo scopo. Lo sfruttamento dello spazio ipogeo evita che le aziende debbano realizzare capannoni e magazzini industriali all’esterno, consumando suolo e appesantendo il paesaggio. Allo stesso tempo in ipogeo è possibile ottenere un risparmio molto alto a livello di consumi energetici.




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